Ultima modifica: 6 giugno 2017

Don Gino Rigoldi incontra il “Leardi”

“Adolescenza: istruzioni per l’uso”

Incontrare don Gino Rigoldi rappresenta sempre un momento importante ed emozionante. Sabato 6 maggio ha voluto portare agli alunni e ai docenti dell’Istituto Superiore Statale “Leardi” la sua passione per l’educazione dei giovani e condividerla con tutti i presenti raccolti nell’Aula Magna “Natal Palli”. Tutti gli studenti sono stati affascinati e attenti alle “Istruzioni per l’uso” dedicate ai giovani ed agli adulti; per mano ha condotto la platea nelle esperienze e nelle emozioni che appartengono al mondo degli adolescenti.

Don Gino Rigoldi è cappellano del carcere minorile “Beccaria” di Milano. Nell’incontro ha illustrato realtà che sembrano impensabili per studenti con vite sicure, con famiglie presenti, e che hanno come protagonisti ragazzi coetanei che convivono con situazioni di dipendenze da droghe, che hanno commesso rapine, omicidi e addirittura suicidi. Ha fatto notare che la generazione attuale è “travagliata dai tempi che corrono per effetto di una  crisi economica che non ci abbandona, di un’alta disoccupazione giovanile, e delle disillusioni che tutto ciò comporta”. Ha parlato dei motivi che possono spingere un nostro coetaneo a commettere illegalità come “scavalli”, detto in gergo, o più precisamente piccoli furti di portafogli, cellulari e altro; ci ha messo in guardia dall’arrivo sul mercato di nuove droghe pesanti e a basso costo come le metanfetamine, e in particolare di una droga cinese che sta “spopolando” fra i giovani tossicodipendenti chiamata Shaun, che annienta i ragazzi fisicamente e mentalmente, inducendoli a episodi estremi come suicidi, perché queste droghe alterano i sensi e annientano la percezione della realtà.

In questo incontro appassionante si è parlato anche d’amore e di amicizie. Don Rigoldi ha detto una cosa bellissima: “Noi, molte volte, ci dimentichiamo che l’amore o l’amicizia non sono un frutto che si coglie da un albero. L’amicizia, come l’amore, è un modo di vivere la quotidianità insieme, condividendo tutto, con pazienza e stima degli altri, compagni di vita e amici. Bisogna essere capaci di creare amore intorno a noi – ha aggiunto Don Rigoldi – e l’unico vero comandamento è: volersi bene”. E la scuola? “La scuola, non dobbiamo vederla come un luogo chiuso dove si imparano solo la storia, la geografia… ma una palestra dove si impara ad aiutare, si impara ad amare, perché amare è come un muscolo, bisogna allenarlo”.

Emanuele Londa – classe 3ªB Grafica e Comunicazione