Ultima modifica: 6 ottobre 2017

PALAZZO TREVILLE: LO STORYTELLING ARTISTICO-CULTURALE DEL “LEARDI” LANCIA UNA NUOVA PROPOSTA TURISTICA PER LA CITTÀ

(r.l.) – Uno storytelling (l’arte di raccontare storie) di alto valore culturale ed un modello innovativo di presentare i ricchi contenuti storico-artistici di Casale Monferrato. E’ quanto andato in scena a Palazzo Gozzani Treville, una delle dimore storiche più suggestive della città, grazie a un progetto dell’Istituto di Istruzione Superiore “Leardi”.

“Palazzo Treville: il tempo si rinnova” è il progetto di storytelling culturale selezionato dai membri di Fondazione Accenture, Associazione Dimore Storiche e Trame di Monferrato, che ha avuto come protagonisti gli alunni del “Leardi”, scelti per un percorso formativo pilota del Ministero dell’Istruzione in ambito di Alternanza Scuola-Lavoro, che ha permesso l’acquisizione di competenze specifiche nel campo della valorizzazione del patrimonio storico-artistico presente sul territorio, coniugandole con capacità tecniche specifiche spendibili nel mondo del lavoro, in particolare nell’ambito del marketing territoriale, del web marketing, della gestione dei beni culturali e di professionalità nell’ambito dell’organizzazione di eventi.

Percorrendo due secoli di storia, gli studenti della 5ªA Turismo hanno interpretato, con dialoghi scritti in linguaggio dell’epoca, i grandi personaggi che hanno animato il cosiddetto “Palazzo delle Muse”: l’architetto moncalvese Giovanni Battista Scapitta che, sporco di calce e brandendo la pergamena del progetto, contempla il capolavoro da lui creato; l’esuberante ed ironico pittore casalese Pierfrancesco Guala; il poliedrico e tiepolesco Francesco Lorenzi (un veronese in Monferrato); la dama sabauda, che in sala Carlo Alberto rievoca trame e misteri carbonari; gli altezzosi Marchesi di Treville, riverenti solo davanti al Monferrato, impersonificato in una giovane dalla luminosa bellezza. Gli splendidi abiti settecenteschi indossati dai giovani attori, opera della maestria di Beppe Puglia, erano in perfetta armonia con la scenografia del rinnovato fasto del “Palazzo delle Muse”.

Il pubblico, divertito ed anche sorpreso per l’inconsueta modalità di visita, è stato condotto in un percorso lungo la storia, l’arte e anche i pettegolezzi del Palazzo, fino ad una festosa chiusura musicale nel Salone d’onore, con le melodie suggestive di un flauto traverso.

L’interpretazione storico–artistica ha richiesto un serio impegno agli allievi del “Leardi” ed un robusto lavoro preparatorio ai docenti che hanno seguito il progetto: il prof. Adriano Antonioletti, creatore della trama dello storytelling e del canovaccio dalla prosa settecentesca, e la prof.ssa Giuliana Boschi, referente dell’evento, che così commenta: “Giudico molto positivamente l’esperienza, perché ha spinto i ragazzi a massimizzare il proprio potenziale personale”.

Ad maiora dunque alla neonata “Comédie leardienne”!