Ultima modifica: 3 marzo 2018

«SIAMO CIÒ CHE COMUNICHIAMO»: A LEZIONE DI “WEB REPUTATION”

«Se non si paga per un servizio, il prodotto siamo noi»: così esordiscono Alberto Marello e Matteo Ferrando nell’incontro sul tema della «web reputation» che si è svolto lo scorso martedì 20 febbraio nell’Aula Magna dell’Istituto d’Istruzione Superiore “Leardi”.

I destinatari della conferenza sono gli studenti della scuola, la generazione dei “millenials”, incalliti utenti dei social network forse non del tutto consapevoli delle conseguenze che i propri comportamenti possono avere sull’immagine privata e pubblica che trasmettono di sé.

I due relatori, esperti di comunicazione e di web marketing, hanno tracciato un percorso di indagine sulla catena di informazioni generate da una nostra operazione sul web: che sia l’acquisto online di un prodotto oppure un “mi piace” ad un contenuto o a un commento sui social network, tutto viene analizzato e utilizzato per “profilarci” come consumatori. Non sempre gli utenti di Internet, i giovani specialmente, si rendono conto di essere un target continuamente testato e monitorato dai cosiddetti Big Data, che utilizzano le informazioni raccolte a scopi commerciali.

Sorgono problemi di violazione della privacy, di cui spesso non ci rende conto, anche in relazione all’espressione di opinioni personali diffuse con imprudenza: la condivisone di un contenuto, così rapida e apparentemente innocua, è una responsabilità, perché nel mondo della Rete, “il virtuale diventa reale”.

Siamo dunque impotenti davanti al potere dei media digitali? «Certamente no – spiegano i relatori –  ma occorre gestire consapevolmente la propria immagine online, verificare l’impostazione dei propri dati di privacy sui social, utilizzare software che filtrino le informazioni che comunichiamo. Inoltre, non bisogna mai confondere la funzionalità data dall’uso di Internet, con il servizio di cui usufruiamo e con il “luogo digitale” in cui navighiamo».

In conclusione dell’incontro, proposto e realizzato da Job Academy, gli studenti hanno commentato l’utilità dei contenuti trasmessi, soprattutto in relazione alla necessità di salvaguardare i propri dati sensibili e di tutelare la propria immagine sul web.

REDAZIONE “LEARDI”