Ultima modifica: 31 maggio 2018

AUSER – LEARDI, una scommessa vincente

La frase è ricorrente: “Peccato sia già finito!”.  A dirla sono “nonni” e tutor. Si tratta di quelle splendide persone che anche quest’anno si sono cimentate nell’ormai consueto corso di “Nonni in internet” afferente al progetto nazionale “Pony della solidarietà” curato dall’Auser.

Da anni l’Istituto Superiore “Leardi” collabora con molto piacere con la locale sezione dell’Auser e ogni anno è un crescendo di consensi. Non si tratta di un semplice “corso”, ma di una vera e propria palestra: da una parte gli alunni che per 10 incontri si trasformano in insegnanti, dall’altra parte persone “con qualche anno in più” che si mettono in gioco per una alfabetizzazione informatica e una introduzione alla rete. Ma accanto al ruolo di docenti e discenti, trova spazio la condivisione, fatta di emozioni, relazioni, spiegazioni fatte col cuore, voglia di imparare da chi potrebbe essere il proprio nipote.

Anche quest’anno molto alto è stato il grado di soddisfazione: i complimenti vanno agli studenti-insegnanti del “Leardi” per la loro pazienza e per la loro disponibilità, ma anche ai “nonni”,  alunni d’eccezione che onorano l’Istituto con la loro presenza. Gli studenti, che frequentano i diversi corsi del triennio attivi al “Leardi”, sono coordinati dal prof. Giancarlo Varese, che svolge il compito di referente e di supervisore della didattica.

Ma cosa si apprende al corso “Nonni in internet”? «Si apprende ciò che si vuole e ciò che serve» commenta il prof. Varese. In effetti all’Istituto “Leardi”, grazie al numero consistente di studenti partecipanti, gli incontri settimanali sono improntati alla programmazione personalizzata. Gli esperti di didattica innovativa e digitale parlerebbero di un insegnamento “peer to peer”; più semplicemente possono essere definiti percorsi speciali pieni di empatia, che aiutano “nonni” e tutor a compiere insieme un pezzo di strada della vita pieno di nuove e forti emozioni.

Il corso, iniziato il 7 marzo, si è concluso  il 16 maggio scorso, tra strette di mani e abbracci. Un solo ritornello all’uscita: “Ci vediamo l’anno prossimo”.

PROF. GIANCARLO VARESE