Ultima modifica: 11 settembre 2018

UN ANNO AI CONFINI DEL MONDO. L’ESPERIENZA DI STUDIO IN SUDAMERICA DI SONIA ED EMANUELE, STUDENTI “LEARDI”

Tra pochi giorni termineranno le vacanze estive e i ragazzi ritorneranno tra i banchi di scuola. Due alunni dell’Istituto Superiore “Leardi” potranno raccontare ai loro compagni dell’esperienza unica che hanno vissuto: Sonia De Stefani e Emanuele Pistone, studenti della quinta Turismo, di recente sono rientrati in Italia, dopo aver frequentato un anno di studio all’estero.

Grazie all’associazione Intercultura, entrambi hanno avuto l’opportunità di trascorrere un anno in Sudamerica: se Sonia è stata a Viña del Mar, una nota località del Cile che si affaccia sull’oceano Pacifico, Emanuele si è trasferito a Puno, città del Perù che sorge sul lago Titicaca. «Quando mi è stata comunicata la destinazione ero elettrizzato» spiega Emanuele raccontando del suo viaggio. «All’atto della domanda avevo inserito tutte mete nell’America latina, perché è una zona del mondo che mi ha sempre affascinato e istintivamente ne ero attratto». Diversa la posizione di Sonia, che sarebbe partita anche per la Russia, ma è felicissima della sua esperienza.

L’arrivo in Sudamerica, tuttavia, non è stato tra i più confortevoli: per quanto avessero ricevuto una formazione specifica dagli organizzatori, il viaggio di due giorni e l’arrivo in una realtà totalmente diversa da quella italiana li ha lasciati disorientati. Anche i primi giorni di scuola nei Paesi di destinazione non sono stati semplici a causa delle profonde differenze tra i due sistemi d’istruzione: «Per quanto io abbia avuto inizialmente delle difficoltà di comunicazione, il problema non è stato tanto la lingua, che avevo già studiato in Italia, quanto la sensazione di spaesamento» sottolinea Sonia. «Non conoscevo ancora nessuno, mentre tutti sapevano del mio arrivo: il disagio iniziale però è presto svanito, tutti erano curiosi di conoscermi e ho fatto in fretta amicizia».

Dai ricordi di Emanuele riaffiorano emozioni forti, anche legate alle sue giornate a scuola: racconta che in diversi istituti del Sudamerica esistono le sezioni divise per genere (anche se non era il suo caso), che le classi sono molto numerose, 35 o anche 40 alunni ciascuna, e che c’è un’attenzione particolare per lo sport, le materie scientifiche, matematica in primis, ma anche discipline diverse, come “Comunicazione” e “Persona e famiglia”, che incentivano il dialogo educativo e il benessere degli studenti. «Per quanto il sistema d’istruzione italiano sia più completo e approfondito» commentano i ragazzi, «il clima accogliente e più informale che abbiamo trovato in Cile e in Perù favorisce la partecipazione e l’armonia tra insegnanti e studenti».

Oltre allo studio, l’esperienza di scambio all’estero ha permesso agli studenti del “Leardi” di visitare luoghi di grande fascino: Sonia avuto modo di viaggiare fino ai confini del mondo, arrivando fino alla Patagonia, mentre Emanuele ha ammirato i panorami mozzafiato della Bolivia e i resti del sito Inca di Machu Picchu.

L’insegnamento più importante che hanno imparato da quest’esperienza? «Sicuramente sono molto più autonoma e indipendente di un anno fa» confessa Sonia. «Trovarsi dall’altra parte del mondo da sola mi ha fatto crescere molto e, al contempo, mi ha fatto comprendere quanta bellezza ci circonda in Italia, anche se noi giovani sembriamo non accorgercene». Anche Emanuele ammette di sentirsi migliorato dopo quest’esperienza di studio ma soprattutto di vita: «Dopo ciò che ho vissuto, vedo la realtà e gli altri con occhi diversi, non riesco più ad essere indifferente. Anche se può fare paura, consiglio a tutti un’esperienza come la nostra: il viaggio ci ha spinti a osare, a rinunciare alle nostre consuetudini e, in una parola, a cambiare. E non c’è al mondo sensazione migliore».          

Luca Talenti