Ultima modifica: 18 Febbraio 2020

INAUGURATA LA NUOVA “AULA DI SCIENZE INTEGRATE”

Inaugurata, lo scorso venerdì 14 febbraio, la nuova “Aula di scienze integrate” dell’Istituto Superiore “Leardi”. I laboratori, destinati allo studio della fisica, della chimica e delle scienze naturali, sono stati completamente rinnovati grazie all’aggiudicazione di un finanziamento europeo PON per la promozione e il supporto delle discipline scientifiche: la storica “aula a gradoni” del secondo piano è stata così valorizzata, essendo stata dotata di nuove tecnologie e strumentazioni per le lezioni e gli esperimenti laboratoriali, com’è stato illustrato dall’ing. Marcello Gilardenghi.

In occasione della riapertura dell’Aula di scienze integrate, è stata organizzata una conferenza di argomento scientifico-ambientale, cui hanno partecipato le classi 1aA Costruzioni, Ambiente e Territorio, 2aA Amministrazione, Finanza e Marketing e 4aA Grafica e comunicazione accompagnati dalle docenti di Chimica e di Scienze, prof.sse Daniela Novello e Maria Cristina Portinaro. Presenti anche l’assessore Vito De Luca, in rappresentanza delle istituzioni cittadine, e Vittorio Giordano, presidente della sezione casalese di Legambiente. Relatori sono stati il docente di filosofia prof. Luciano Valle e l’arch. Luca Gualco.

Nel suo intervento, il prof. Valle ha tenuto una lezione di etica ambientale: riprendendo concetti della “ecosofia”, la corrente di pensiero che intende rovesciare la concezione antropocentrica e collocare l’uomo non al vertice della gerarchia dei viventi, bensì nell’ecosfera, come parte nel Tutto, ha offerto delle riflessioni sulla fragilità della biodiversità ambientale a partire dall’enciclica di papa Francesco Laudato si’ e dal classico di Rachel Carson, Primavera silenziosa. Le nuove generazioni, simboleggiate da Greta Thunberg, sono le prime che hanno compreso il diverso ruolo dell’uomo sulla Terra, non più dominatore e signore incontrastato. «Come risolvere la crisi della biodiversità e superare questo momento della storia umana?» chiede agli studenti il prof. Valle. Se una risposta valida universalmente non esiste, il docente offre dei suggerimenti di riflessione: è sempre più opportuno essere protagonisti del cambiamento, adattando i propri stili di vita e sostenendo un’alimentazione sostenibile; citando un dibattito tra Einstein e Freud degli anni Trenta, occorre inoltre rinnovare il nostro umanesimo, mettendo al centro la bellezza e rifacendo la modernità: che sia in un’ottica di fede o atea, dobbiamo renderci conto che la Terra è creazione di Dio o physis, ma pur sempre una realtà superiore all’uomo, che trascende da esso.

Complementare il discorso sulla biodiversità dell’architetto Luca Gualco, energy manager ed esperto di sostenibilità ambientale e di risparmio energetico. «La biodiversità è un patrimonio inestimabile, frutto di un’evoluzione di 3,5 miliardi di anni – esordisce Gualco – tuttavia ora sta vivendo una crisi irreversibile, poiché stanno scomparendo innumerevoli specie vegetali e animali». Le cause? Le attività umane, l’antropizzazione del suolo e, soprattutto, l’agricoltura intensiva: l’esperto ha stupito gli studenti, affermando che ben 27 milioni di ettari di terreno sono popolati da una sola specie vivente, la palma, coltivata per il suo olio tanto ricercato dalle industrie alimentari. Anche il cambiamento climatico interviene in questa dinamica: la sparizione delle barriere coralline, lo scioglimento dei ghiacci perenni ai poli e, purtroppo, i devastanti incendi australiani sono solo alcune delle sue conseguenze più evidenti. «Stiamo vivendo in una nuova era, il pirocene» afferma l’architetto non senza preoccupazione. Se le buone pratiche hanno dato risultati incoraggianti, come la riduzione del buco dell’ozono, l’esplosione demografica sta vanificando gli sforzi profusi nel corso degli anni. Cosa possiamo fare dunque? Secondo il relatore, dobbiamo continuare a promuovere le best practises di carattere ambientale (come viene suggerito anche dagli obiettivi dell’agenda 2030) e diffondere quanto più informazioni corrette e scientificamente valide.