Ultima modifica: 4 Aprile 2020

DIDATTICA A DISTANZA AL “LEARDI”: A CHE PUNTO SIAMO?

Testimonianze di docenti e studenti

Nelle ultime settimane l’Italia, al pari del mondo intero, sta affrontando una delle emergenze sanitarie più gravi degli ultimi decenni: ovunque sono rallentati gli scambi e la produzione industriale, le attività commerciali non essenziali sono state momentaneamente sospese e la popolazione rimane in isolamento, per contrastare l’avanzata del contagio.

In questo periodo di difficoltà, la scuola non si è fermata, anzi ha saputo riorganizzarsi rapidamente per garantire il diritto allo studio degli alunni e, soprattutto, per essere di sostegno alle famiglie e a tutta la comunità scolastica, offrendo tramite la tecnologia la propria vicinanza e, per quanto possibile, garantendo agli studenti quella normalità di cui hanno bisogno.

L’Istituto Superiore “Leardi” ha saputo rispondere a questa esigenza forte, proponendo agli alunni e alle loro famiglie la propria didattica a distanza, fatta di videolezioni, di attività e di ascolto partecipato delle necessità del singolo. Se una delle problematiche più impellenti riguardano, per alcuni, le dotazioni informatiche non ottimali, l’Istituto, grazie ai fondi che il Ministero dell’Istruzione erogherà a breve, sta già procedendo a una ricognizione e sta predisponendo un progetto di supporto, partendo dalla mappatura delle situazioni di difficoltà. Inoltre, la didattica sa reinventarsi, come spiega la docente di Scienze Integrate, prof.ssa Maria Cristina Portinaro: «L’assenza dei laboratori potrebbe essere d’ostacolo per l’insegnamento della chimica, perciò perché non sfruttare ciò che gli alunni possono avere a disposizione a casa? Collegati online e trasformando la cucina in un ambiente di apprendimento, alle seconde sto proponendo una serie di attività sperimentali su cui possono svolgere vere relazioni di osservazione».

Se una parte del corpo docente inizialmente ha dovuto fare uno sforzo per trasformare la propria didattica e per attuarla con le nuove tecnologie, tutti si sono ingegnati, trovando le strategie più efficaci per comunicare con i ragazzi: video e audio-registrazioni, lezioni in diretta tramite Google Meet, invio di materiale e supporto costante attraverso i canali a disposizione. C’è anche chi promuove una corretta salute alimentare, condividendo con i propri studenti gli spuntini preparati per l’intervallo virtuale.

L’insegnamento rimane anche in questo contesto difficile uno strumento per comprendere la realtà che ci circonda e per offrire chiavi di lettura del presente. Hanno suscitato partecipazione e interesse le lezioni della prof.ssa Marta Burla, docente di Diritto ed Economia politica: «Ho cercato di avvicinare le mie attività alla situazione che gli studenti stanno vivendo in queste settimane. Abbiamo discusso di alcuni meccanismi politici, come il ruolo delle opposizioni, del Parlamento e del suo potere legislativo che, malgrado le apparenze, non viene minimamente scalfito dai decreti-legge di natura emergenziale del Presidente del Consigli; abbiamo approfondito le funzioni della Banca Centrale Europea e delle Istituzioni europee in questa grave situazione di crisi economica, andando incontro così all’esigenza di educazione economico-finanziaria degli alunni. Malgrado la complessità degli argomenti, la risposta è stata molto positiva, perché è nato un interesse all’approfondimento e al chiarimento delle questioni più tecniche».

Gli studenti e le loro famiglie esprimono riconoscenza verso il lavoro che tutto l’Istituto sta svolgendo con dedizione e impegno. Ecco alcune loro testimonianze, sul loro studio a distanza e sulle loro giornate:

Simona Tabachetti, 1aA Liceo artistico: «Per me introdurre la didattica a distanza è stata un’ottima idea: è un modo per poter staccare da quello che sta succedendo fuori, facendoci tornare quasi alla normalità per qualche ora. Se devo dirla tutta, avrei preferito decisamente andare a scuola, mi mancano i miei compagni e i miei professori. Voglio ringraziare tutti i miei insegnanti, sempre presenti, pronti a farci avere a disposizione tutti i materiali per le lezioni e ad aiutandoci in caso di dubbi e perplessità. Speriamo di uscirne presto #iorestoacasa»

Martina Belfiore, 4aB Turismo: «Noi studenti siamo felici di continuare con il programma scolastico. Non vorremmo mai che l’anno venisse annullato. Il lato che ci manca di più è sicuramente il rapporto umano che si creava nell’ambiente-classe tra compagni e docente. E poi c’è da ammettere che anche l’attenzione era più alta. Seguire due ore di lezione di fila in classe non era un problema. Da soli davanti a uno schermo, ora è difficile mantenere un alto rendimento in collegamento. Tuttavia l’isolamento ha i suoi vantaggi: mi ha permesso di riscoprire ad esempio il piacere di leggere un buon libro e di passare dei momenti di svago con la mia famiglia».

Sofia Bortoletto, 2aA Turismo: «La mia mattina è piuttosto movimentata in questo momenti critico. Mi sveglio la mattina sempre per partecipare alle videolezioni: queste mi piacciono tantissimo, è un metodo molto efficace se ci si trova in questa brutta situazione. Trascorro gran parte del mio tempo a fare i compiti che i professori ci assegnano, ma ovviamente non manca mai il relax: guardo tutte le sere dei film con la mia famiglia e sto guardando moltissime serie su Netflix. Spero solo che questa situazione si risolva al più presto, perché non vedo l’ora di tornare alla normalità, all’estate con gli amici, quando si può dormire fino a tardi e andare in viaggio».

Giacomo Giarola, 3aA Amministrazione, Finanza e Marketing: «L’impatto con la didattica a distanza non è stato semplice per noi studenti, ci siamo dovuti adattare in fretta alle nuove modalità digitali e alle varie applicazioni. I problemi all’inizio non sono mancati, ma ora abbiamo tutti ingranato: ci sono a volte dei problemi di connessione, ma cerchiamo di essere pazienti. A casa le distrazioni non mancano: non c’è fisicamente un insegnante insieme a te che ti osserva, ma stiamo sviluppando un forte senso di responsabilità per seguire le lezioni. Spero di rientrare al più presto e mi auguro, al ritorno, di continuare a sfruttare tutte queste tecnologie: stanno facilitando molto il nostro apprendimento».

Marta Musso, 2aB Turismo: «In questo periodo in cui la routine quotidiana è cambiata per tutti, noi alunni abbiamo la fortuna di poter rimanere in contatto con i nostri professori. Fin dai primi giorni di questa spiacevole emergenza gli insegnanti hanno provveduto a organizzare nel miglior modo possibile delle lezioni. Nessuna tecnologia potrà mai sostituire il contatto umano, nonostante questo credo che al momento la didattica a distanza sia un ottimo strumento per continuare a imparare e per cercare di ricreare in qualche modo il clima che si respirava fino a qualche settimana fa. Risulta sicuramente più difficile mantenere la concentrazione, ma proprio per questo le spiegazioni sono un po’ più leggere e lasciano spesso spazio a chiacchierate su ciò che facciamo nel nostro tempo libero. In casa per esempio posso trovare del tempo per me stessa, per i miei animali domestici e per stare con la mia famiglia. Spesso trascorro la serata davanti ai fornelli, a leggere un libro o a guardare dei film o delle serie TV consigliate dagli amici. Ovviamente anche loro non vengono dimenticati, ma per sentirci più vicini ci scambiamo messaggi, ci chiamiamo e videochiamiamo sovente. Per rimanere in forma, la mia scuola di danza ha organizzato delle lezioni online, grazie alle quali ci alleniamo duramente e ci teniamo compagnia. È certo che tutto questo non sostituisce la vita che avevamo prima, ma è certo anche che in questo momento abbiamo imparato quanto è preziosa la quotidianità di cui ci lamentavamo».

Ilaria Moschetto, II segmento AFM – corso serale: «Come molti miei compagni, sono una studentessa lavoratrice. Anche in questi giorni di emergenza, continuo a svolgere il mio lavoro: sono un’addetta della grande distribuzione e le nostre attività non si sono fermate, rimaniamo a disposizione della comunità. La didattica a distanza si sta rivelando non solo utile per continuare a seguire le lezioni, ma anche uno svago: dopo le giornate di lavoro, poter liberare la mente dai problemi quotidiani per parlare in lingua straniera o per ascoltare approfondimenti sulla poesia, su questioni economiche o matematiche è di grandissimo aiuto. Le tecnologie inoltre, che all’inizio ci creavano qualche difficoltà, ora si stanno rivelando molto pratiche: possiamo frequentare direttamente dalle nostre case, senza spostamenti e riducendo al minimo l’impatto dello studio sulle dinamiche familiari. Ringrazio l’Istituto per poter continuare a studiare in vista del diploma anche in questi giorni per tutti molto duri».