Ultima modifica: 17 Dicembre 2020

Leardi, progetto Diderot alla scoperta delle stelle

Lo scorso giovedì 10 dicembre, le classi 1aA Liceo artistico “Angelo Morbelli”, 1aA AFM e 1aA Turismo dell’Istituto Superiore “Leardi” hanno partecipato, in collegamento streaming, all’ incontro “Dalle nane alle giganti. La vita delle stelle” del progetto Diderot. È intervenuto con i ragazzi il dott. Davide Cenadelli, astrofisico dell’Osservatorio astronomico di Aosta.

L’incontro è iniziato con la presentazione del progetto Diderot, iniziativa promossa dalla Fondazione CRT di Torino rivolta agli studenti delle scuole di I e II grado del Piemonte e della Valle d’Aosta per approfondire le tradizionali materie scolastiche con metodi diversi e innovativi. È stato poi descritto l’’Osservatorio Astronomico della Regione Valle d’Aosta, costruito a 1675 m di quota, nella valle di Saint-Barthélemy (Nus), in un luogo a ridotto inquinamento luminoso e con modesta turbolenza atmosferica, ha un media circa 250 notti all’anno utili all’osservazione astronomica: punto di osservazione ottimale per studiare il cielo e le stelle. Per queste ragioni, ha ottenuto la certificazione Starlight Stellar Park, rilasciata dalla Fundación Starlight e riconosciuta dall’Unesco.

L’astrofisico Cenadelli ha proiettato ai ragazzi un’immagine della nostra Galassia, la Via Lattea, che si può immaginare come un’immensa città popolata non da persone di età diverse, ma da stelle più giovani, più mature o nella fase finale della loro vita: lo studioso ha descritto le stelle e spiegato come si formano nell’universo, a partire dalle nebulose, ammassi di gas che, unendosi ed aggregandosi, danno vita a protostelle. Quando vengono raggiunte elevate temperature, si innesca il processo della fusione nucleare, quindi i quattro protoni che formano il nucleo di idrogeno si trasformano in un solo nucleo di elio con la liberazione di una grande quantità di energia: Con questa fusione, l’energia del nucleo passa anche nell’inviluppo che la propaga all’esterno facendo brillare il corpo. Conclusa la fusione nucleare la stella si spegne, l’inviluppo si gonfia e diventa una gigante rossa la quale poi può diventare una nana bianca, una stella di neutroni o un buco nero.

Attraverso immagini e filmati, il Sole è stato confrontato con stelle e altri corpo celesti. Si è potuto osservare il cielo invernale ed estivo, ma soprattutto si è scoperto che dalle stelle derivano gli elementi che costituiscono il nostro corpo, elementi più leggeri come l’idrogeno e l’ossigeno o più pesanti come il calcio e il ferro: oltre il 90% della massa del nostro corpo è formato dalle stesse sostanze delle stelle. Quindi possiamo veramente affermare che “siamo polvere di stelle”

Importante è stato capire che molti sono ancora i misteri che non sono stati risolti dalla fisica e dall’astronomia, come il fenomeno dei buchi neri e la singolarità che si formano da stelle con masse oltre volte 20 volte quella del Sole.

L’incontro si è concluso con una “caccia al tesoro in cielo”, in cui gli studenti hanno potuto riconoscere la posizione di nebulose e ammassi stellari su una carta celeste, come se stessero osservando la volta celeste attraverso un telescopio.

Soddisfazione per gli alunni e per la docente di Scienze integrate, prof.ssa Maria Cristina Portinaro, referente per il progetto: «Gli studenti hanno seguito con interesse e curiosità la lezione esposta con grande competenza e passione dal dott. Cenadelli. Gli studenti di prima, nonostante la pandemia, hanno avuto modo di esercitarsi a fare gli astronomi comodamente da casa: la speranza è che, nonostante la modalità alternativa, si appassionino di questa disciplina così affascinante e tutta da scoprire. E, perché no, quando sarà possibile, ci si potrà recare fisicamente presso l’osservatorio astronomico».

Anna Fabris, 1aA Amministrazione Finanza e Marketing

Anna Bombino, 1aA Turismo




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