Ultima modifica: 29 Gennaio 2021

LEARDI, L’«EDUCAZIONE CIVICA» È LO STRUMENTO PER COMPRENDERE LA REALTÀ

All’Istituto Superiore “Leardi” si sta per concludere il primo ciclo di iniziative relativo al nuovo insegnamento “Educazione civica”, inaugurato nell’ordinamento scolastico a partire dallo scorso settembre. Agli scrutini di fine quadrimestre, che si terranno nei prossimi giorni, sarà per la prima volta assegnata una valutazione per questa disciplina fondamentale per gli studenti: «Il Ministero dell’Istruzione, nell’agosto del 2019, con specifico regolamento ha voluto offrire, nelle scuole di ogni ordine e grado, la nuova “Educazione civica”, riorganizzando le esperienze didattiche precedenti in materia – spiega il Dirigente Scolastico, prof.ssa Nicoletta Berrone. – L’insegnamento, per volontà dello stesso Ministero, è divenuto parte integrante del curriculum d’Istituto: per i primi tre anni scolastici si tratta di una sperimentazione, in cui i singoli Collegi Docenti hanno la possibilità di fissare, in relazione al contesto territoriale e alla popolazione studentesca, risultati di apprendimento e competenze da far sviluppare».

Questa libertà di organizzazione può permettere di declinare, nella maniera più consona, le tre macroaree tematiche, ovvero la Costituzione, l’educazione ambientale e l’educazione digitale. Per il “Leardi”, la nuova disciplina ha permesso di formalizzare l’impegno che da anni viene profuso per promuovere i valori della legalità, della consapevolezza civica, della sostenibilità ambientale e per consolidare una corretta fruizione delle nuove tecnologie.

La specificità del nuovo insegnamento, ovvero la trasversalità tra discipline, ha permesso inoltre di far sviluppare agli studenti competenze formali e informali utili sia per lo studio e per il mondo del lavoro, ma anche una coscienza civica e una cittadinanza attiva.

«I ragazzi, che vivono in un mondo complesso, sempre più interconnesso e veloce, non sempre sono dotati delle competenze necessarie per comprendere la realtà che li circonda, – sostiene la prof.ssa Marta Burla, docente di Diritto – “Educazione civica” permette così di colmare quelle carenze formative e di rispondere ai quesiti che si pongono gli studenti, in modo più interattivo e diretto».

Sull’approfondimento relativo alla Costituzione, ad esempio, le classi sono partiti, con i loro insegnanti, dalla loro esperienza diretta per comprendere ciò che accade in Italia e nel mondo: cosa si intende per diritto alla salute e come la carta costituzionale lo tutela? Come funziona il Servizio Sanitario Nazionale? Quali sono i diritti e i doveri del cittadino (art.12-54)? In particolare, quali sono le sue libertà e le limitazioni ammesse dalla legge? Questi sono alcuni dei quesiti che sono emersi dalle lezioni partecipate proposte, sia nella modalità di didattica a distanza sia in queste settimane di ritorno in presenza.

«L’attualità accende la curiosità e l’interesse degli alunni, che desiderano approfondire questioni di cui sentono parlare in famiglia e sui media – continua la prof.ssa Burla. – In modo interdisciplinare abbiamo così tentato, insieme agli studenti, di comprendere i complessi rapporti tra il Parlamento e il Governo, l’utilizzo dei DPCM alla luce della proroga allo stato di emergenza; non solo, coinvolti dalla corsa alla Casa Bianca e l’assalto violento al Campidoglio, è stato possibile proporre un’analisi comparata tra l’elezione del Presidente degli Stati Uniti e quella del Presidente della Repubblica, prevista per il prossimo 2022».

Non solo Costituzione, ma anche l’educazione digitale, per fornire agli studenti gli strumenti teorici e conoscitivi per affrontare la Didattica a Distanza in modo più efficace, e la tutela dell’ambiente: la promozione del rispetto verso il territorio, la natura e la biosfera è stata affrontata alla luce delle indicazioni dell’“Agenda 2030”. «Il documento programmatico, approvato nel 2015 dall’Assemblea Generale dell’ONU, individua 17 obiettivi prioritari per vivere le nostre vite in modo più sostenibile dal punto di vista ambientale, economico e sociale – racconta Alessandro Foti, studente di 5aB Turismo. – Quello che mi ha colpito maggiormente risulta il punto 13, la lotta al cambiamento climatico: i nostri comportamenti, a livello sia individuale sia collettivo, stanno compromettendo gli equilibri climatici e, se non si interverrà per evitare l’innalzamento della temperatura oltre i 2°C, anche l’Italia e il nostro Monferrato subiranno conseguenze terribili. Mi sento però fiducioso: il Green Deal, ovvero l’ambizioso progetto dell’Unione europea per investire nelle new economy e sulla sostenibilità, gli accordi di Parigi sul clima del 2015, gli scioperi per il clima di Friday for Future e l’elezione negli Stati Uniti di Biden, sensibile alle questioni ambientali, mi portano a pensare che, con l’aiuto di tutti, e di noi giovani in particolare, sia ancora possibile cambiare la rotta».

Lotta ai cambiamenti climatici, tutela della biodiversità e valorizzazione del patrimonio: anche attraverso la conoscenza di queste importanti questioni le generazioni future potranno sostenere il Monferrato, bene Unesco, e promuoverne le sue meraviglie.

Redazione “Leardi”

 




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