Ultima modifica: 30 Aprile 2021

LEARDI, DEBATE SULLE PLASTICHE PER LA GIORNATA DELLA TERRA

Anche quest’anno il 22 aprile si è svolta la “giornata della Terra”, la celebrazione internazionale che invita l’intera popolazione mondiale a riflettere su tematiche ecologiche e ambientali: l’evento, che si rinnova puntualmente dal 1970, ha permesso di accendere i riflettori su problematiche non più trascurabili.

Anche gli alunni dell’Istituto Superiore “Leardi”, grazie al costante impegno della prof.ssa Maria Cristina Portinaro, docente di Scienze naturali e referente dell’iniziativa, hanno potuto approfondire una questione di stretta attualità, ovvero l’impiego dei materiali plastici e il loro impatto sull’ambiente. In particolare, la classe 2aA Amministrazione, Finanza e Marketing ha avuto modo di confrontarsi con la metodologia del “debate”: «Dopo che noi insegnanti abbiamo preso parte alla formazione a cura della prof.ssa Luisa Broli, mi è sembrata la strategia più efficace per coinvolgere gli studenti e per permettere loro di rielaborare quanto studiato» spiega la prof.ssa Portinaro, da anni attiva sul territorio, nel contesto della rete Scuole Insieme, per sensibilizzare i più giovani sui rischi dell’asbesto e per promuovere informazione su tematiche ambientali.

Questa metodologia didattica prevede la suddivisione della classe in gruppi: a partire da una problematica prestabilita (in questo caso, l’utilizzo della plastica), ogni squadra, formata da tre membri, deve lavorare in team per svolgere le ricerche e per cercare le argomentazioni più valide a sostegno o contro la questione. Dopo aver indicato per ogni gruppo un portavoce, i ragazzi potranno confrontarsi nel dibattito e rispondere alle domande, presentando agli avversari e agli spettatori, anche tramite una presentazione multimediale, il proprio punto di vista sulla tematica.

«I materiali plastici hanno rappresentato un’importante svolta per il settore industriale e il suo utilizzo è stato senza dubbio un vantaggio, – sostiene Sara Scamuzzi, che con Sara Costanzo e Alessandro Gazzi supporta un’argomentazione a favore – Si tratta di un materiale che ha una versatilità incredibile sia per le forme che può assumere sia per le finalità di utilizzo: negli oggetti quotidiani, ma anche nei prodotti medicali monouso, nei prodotti tecnologici… Oggi sarebbe impensabile rinunciare alla plastica, che costa meno di altri materiali, come legno o ferro, e può essere riciclato

«Appare sempre più evidente la dannosità della plastica sull’ambiente, – ribatte Ivan Spalla, con Viola Islami e Giorgia Secreto contro l’uso massiccio del materiale – il 30% dei rifiuti è di plastica, non sempre può essere riciclato e il cattivo smaltimento provoca la sua dispersione nell’ambiente, anche sotto forma di microplastiche, dannose per la salute degli ecosistemi marini e dell’uomo».

Ampio lo spazio alle domande tra le squadre avversarie, con cui si cerca di avvalorare la propria tesi: se Alessandro Gazzi replica che, se è vero che non tutte le plastiche sono riciclabili, ben il 90% di tale materiale può essere recuperato, il che rende l’analisi costi-benefici a favore del materiale, Sara Scamuzzi evidenzia come il problema della dispersione dei rifiuti nell’ambiente non sia imputabile alla plastica stessa, ma a comportamenti esecrabili dell’uomo. «Siamo d’accordo con la compagna – risponde la squadra contro le plastiche – ma una riduzione in assoluto di tale materiale favorirebbe la lotta alle microplastiche. Si tratta di una questione non solo ambientale ma anche economica e sanitaria: i danni sugli ecosistemi ammonterebbero a oltre 13 miliardi di dollari, oltre a tutte le problematiche indirettamente collegate a questo fenomeno, come l’impatto delle microplastiche sulla salute delle persone.»

A giudicare l’esito del debate è stata la giuria di giudici formata da Viktoria Abbate, Valentina Cane e Alessandro Capra: sulla base di parametri oggettivi, come la pertinenza e la completezza dei contenuti, lo stile di presentazione, la strategia argomentativa e la prontezza nel rispondere alle domande poste è stato il gruppo a favore delle plastiche ad aggiudicarsi la vittoria, per un solo punto di differenza.

«La soddisfazione degli studenti era palpabile – conclude la prof.ssa Portinaro a commento dell’iniziativa – perché hanno avuto modo di esprimersi di mettere in pratica ciò che hanno studiato e confrontarsi con i propri compagni su tematiche prioritarie. Il fatto che abbiano attentamente svolto una ricerca e riportato fonti autorevoli a sostegno della propria idea suggerisce la validità della metodologia didattica, poiché ha permesso loro di comprendere la differenza tra opinioni e fatti scientificamente validi, di riconoscere le fake news che circolano sul web e di sviluppare competenze importanti, come il parlare in pubblico e le tecniche argomentative. Le stesse soluzioni indicate dai ragazzi, come l’incentivo verso la raccolta differenziata, verso un consumo più consapevole e la lotta alla dispersione dei rifiuti in ambiente mi fa ben sperare che in futuro ci si prenderà sempre più cura del nostro pianeta, da tempo minacciato dalle azioni dell’uomo».

 Redazione “Leardi”




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