Ultima modifica: 4 Marzo 2022

INCONTRO CON LA SCENOGRAFA PAOLA BIZZARRI

Lo scorso 14 febbraio, nell’Aula Magna dell’Istituto Superiore “Leardi”, è intervenuta Paola Bizzarri, scenografa di grandissimo pregio, dialogando con gli studenti del corso “Grafica e comunicazione” e del Liceo artistico “Angelo Morbelli”, in presenza e in collegamento dalle aule.

La conferenza, aperta dai saluti istituzionali del Dirigente Scolastico, prof.ssa Nicoletta Berrone, e alla presenza dell’amministrazione locale, rappresentata da Fiorenzo Pivetta, Presidente del Consiglio comunale di Casale Monferrato, ha permesso agli studenti dell’Istituto di scoprire i segreti di una professione affascinante quale la scenografia. «Questo lavoro richiede, per ogni produzione, attento studio e ricerche approfondite, perché è essenziale comprendere tutti i dettagli dell’ambiente che si andrà a ricreare» afferma Paola Bizzarri.

Scenografa dalla lunga carriera, teatrale e cinematografica, ha collaborato con celebri registi tra cui Silvio Soldini, Nanni Moretti, Carlo Mazzacurati. Ha deciso che da grande avrebbe voluto fare questo mestiere «in quarta elementare, dopo aver assistito a un cambio di scena durante uno spettacolo, una vera magia»: dopo aver frequentato il liceo artistico, ha proseguito la sua formazione con lo studio della storia dell’arte e presso l’Accademia di Belle Arti, nonché giovanissima è stata apprendista dell’illustre pittore di scena Silvano Mattei: «Ho iniziato che avevo appena 18 anni, ed è stata un’esperienza incredibile – confida ai ragazzi presenti – L’ambiente ricordava molto le botteghe del Cinquecento e Mattei, che per anni ha detenuto la formula segreta per dipingere il sipario dell’Opera di Parigi, è stato un maestro prezioso».

Dopo una lunghissima esperienza, maturata a teatro nelle produzioni di opere liriche, è approdata al cinema. Con gli alunni si è soffermata a raccontare la realizzazione delle scenografie per il film Habemus papam di Nanni Moretti del 2011: per questo suo lavoro è stata premiata dai prestigiosi premi cinematografici del Nastro d’argento e del David di Donatello.

Come gli studenti hanno potuto comprendere dal suo intervento, Paola Bizzarri, per girare alcune scene del film, ambientato in Vaticano, ha ricreato parte della facciata di San Pietro, nonché la Cappella Sistina: «La Santa Sede non ha concesso l’autorizzazione alle riprese nei luoghi di sua pertinenza – commenta la scenografa – e il regista non voleva realizzare tutti i palazzi e gli spazi scenici in digitale, come avviene nelle produzioni americane: pertanto, ho creato per gli attori una scenografia fisica, che è stata aggiunta in fase di postproduzione».

Si è trattato di un lavoro di altissima precisione e con un grande studio preparatorio: «Questo lavoro è stato una scommessa – confida Bizzarri – perché non esiste un progetto tecnico di San Pietro, essendo la basilica il frutto di un’edificazione in più fasi e in diverse epoche. A partire da foto in alta definizione, con la tecnica della restituzione della prospettiva ho realizzato il prospetto: avevo solo 5 millimetri di margine, perché altrimenti non ci sarebbe stata coincidenza con le colonne reali nella fase di postproduzione: per fortuna tutto è andato bene».

Gli alunni sono stati condotti, dalle parole della scenografa e dalle immagini presentate, nei laboratori di scultura e di falegnameria in cui sono state realizzate tutte le scenografie: «Nel nostro lavoro esistono ancora tantissime maestranze e professionalità artigianali altamente specializzate, che sanno rendere, con perizia e coerenza stilistica e cronologica, ambienti e arredamenti di tutte le epoche trascorse». Notevole è stato il lavoro di realizzazione della Cappella Sistina, in cui tutto appariva come nella realtà: non solo gli affreschi, stampati su tela pittorica da un’azienda tedesca specializzata e rifiniti con sapienza dai pittori di scena, ma anche l’altare e le balaustre, la pavimentazione, persino i libri e i testi sacri di scena.

Per svolgere questo mestiere, secondo la scenografa occorre saper illudere l’occhio dello spettatore ed essere un po’ dei falsari, ma è necessario anche risolvere dei problemi tecnici e al contempo avere una visione precisa per trasmettere dei messaggi: «Dovendo ricostruire il Vaticano, nella mia idea non dovevamo rifarlo esattamente così com’era, ma potevamo raccontare un palazzo intimista, dove non c’era lo sfarzo dell’epoca barocca: alla fine la mia visione di un palazzo-corridoio, dove lo sguardo del regista non indugia a mostrare quanto siano belle le sale, ma sottolinea il senso dello smarrimento del papa, è piaciuta a Moretti».

Grande apprezzamento degli studenti presenti, che hanno ascoltato attenti i racconti della scenografa.

Paola Bizzarri, nel corso della giornata a Casale, è stata ricevuta in Comune dalle autorità locali e ha avuto modo di incontrare diverse classi di studenti dei vari istituti: prima della conferenza, ha avuto modo di effettuare una visita a Palazzo Leardi, perché un domani potrebbe ospitare la realizzazione di qualche scena di un film, mentre nel pomeriggio si è recata a San Martino di Rosignano, per ulteriori sopralluoghi e per incontrare gli alunni dell’Istituto “Luparia”.

Redazione “Leardi”




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