Ultima modifica: 6 Novembre 2022

INCONTRO MILITARI ITALIANI INTERNATI

Venerdi 28 ottobre presso l’Aula Magna dell’istituto Leardi di Casale Monferrato con la presenza della Dirigente Scolastica prof. Nicoletta Berrone ha avuto luogo un importante incontro riguardante i militari italiani internati in Germania durante la Seconda guerra mondiale e il rimpatrio dei resti mortali di sette soldati traslati dai cimiteri di Amburgo e Francoforte che saranno sepolti presso il Famedio nel cimitero di Casale Monferrato. Hanno partecipato le classi quinte sezione A del corso di Grafica e Comunicazione;  Amministrazione Finanza e Marketing; Costruzioni Ambienti e Territorio. Presenti anche due classi quinte dell’Istituto Sobrero.

Referente dell’incontro la prof. Silvia Mazzucco. Gli studenti hanno dimostrato molto interesse, con una partecipazione viva e con svariate domande ai relatori.

Molto toccanti sono stati, infatti, gli interventi e i ricordi dei figli di alcuni militari italiani internati in Germania come Andrea Desana, presidente del comitato “Li riporteremo a casa in Monferrato”, nonché figlio di Paolo Desana, internato nei campi di concentramento in Polonia e Germania, nonché “padre” della Legge 930/63 che crea la DOC (Denominazione di origine controllata) dei vini italiani.

Franco Degiovanni, figlio di Giuseppe, uno dei pochi che sono ritornati vivi in patria dei 650.000 militari partiti per il fronte, ha ricordato il genitore con diversi episodi vissuti dal padre in condizioni estreme per la sopravvivenza.

Significativo l’intervento di Stefania Gavazza Zuber del Museo degli Internati Militari di Monaco di Baviera cha ha proiettato sullo schermo parecchie fotografie di reperti e dei tanti militari italiani rinchiusi nei campi di concentramento tedeschi e ricordando che a questi prigionieri non veniva riconosciuto lo status di “Prigioniero di guerra” e a tutti loro, ingiustamente, non venivano applicate le garanzie della Convenzione di Ginevra. Sono tornati a casa, ha ricordato nel suo intervento, uomini che sembravano scheletri e che pesavano 35 kg.

All’incontro hanno preso parte anche Gianni Ravera, presidente dell’Associazione Nazionale Alpini di casale Monferrato e il geometra Giovanni Ginepro, progettista del Famedio, luogo della memoria, per inserire a pieno titolo questi uomini tra i protagonisti della Resistenza, perché purtroppo sono stati abbandonati dallo Stato e dalla storia ufficiale.

Il Famedio sarà inaugurato ufficialmente il 19 novembre alle ore 10 presso il cimitero di Casale Monferrato con la tumulazione di 7 resti mortali di questi soldati internati.

REDAZIONE LEARDI




Link vai su