Home Page  
     
 

Il Dirigente Scolastico

Prof.ssa Carla Rondano

 
     
  La Storia  
     
  L'architettura  
     
  La Biblioteca  
     
     
     
     
     

 

 
IL PALAZZO LEARDI


UN PO’ DI STORIA
Il palazzo dove ha sede l’Istituto superiore Leardi sorge sull’area occupata, fino al 1613, da un altro palazzo nobiliare, appartenente alla famiglia dei conti Biandrate di San Giorgio. In quella data, palazzo Biandrate fu raso al suolo per ordine del duca Ferdinando Gonzaga che volle punire il conte Guido IV Biandrate (chiamato Aldobrandino di San Giorgio) per alto tradimento contro la dinastia dei Gonzaga.
Anche se, nel 1618, Aldobrandino fu perdonato e reintegrato dei sui diritti, non volle più ricostruire la sua residenza sul sedime del palazzo distrutto. Per anni, infatti, l’area rimase inedificata e assunse il nome di piazza del conte Guido San Giorgio. Dopo diversi passaggi di proprietà, il terreno venne acquistato dal conte Diego Leardi, nel 1777, per costruirsi la sua residenza.
Nel 1802, uno dei tre figli del conte Diego, Giulio Cesare Leardi, rimasto vedovo, sposò in seconde nozze la marchesina Clara Cocconito di Montiglio, la quale, rimasta vedova nel 1846 e senza più figli , fece testamento e, manifestando anche quelle che erano le volontà del figlio Luigi, stabilì che, alla sua morte, il palazzo Leardi diventasse di proprietà del Municipio, il quale doveva impegnarsi, entro quattro anni, a trasformarlo in istituto e convitto, “a beneficio specialmente dei giovani appartenenti alla classe meno agiata” . La contessa Clara Leardi morì il 14 agosto del 1854.


L’EDIFICIO SEDE DELL’ISTITUTO LEARDI
L’edificio, così come lo vediamo oggi, ha subito alcune aggiunte e rimaneggiamenti.
A proposito della data di edificazione, mentre Vincenzo de Conti la colloca tra il 1777 e il 1784, Goffredo Casalis sostiene che il palazzo fu costruito, su progetto dell’ing. Franco, nel 1785.
Il progettista, praticamente sconosciuto, secondo Noemi Gabrielli , potrebbe essere Francesco Magnocavallo. Sia per la somiglianza del nome, sia perché le caratteristiche tipologiche della fabbrica – soprattutto l’uso del mattone faccia a vista - ricordano in modo evidente gli stilemi propri di Magnocavallo.
Nel 1854, al momento della donazione, il fabbricato era costituito solo dalla metà della facciata di via Leardi, sviluppandosi nella parte di isolato verso via Mameli. Si presume comunque che il progetto originario prevedesse lo sviluppo dell’impianto anche verso via Mellana, così come lo vediamo oggi . Il terreno rimanente era circondato da un muro di cinta che racchiudeva, al suo interno, il giardino e la porta della chiesa di Santa Maria Maggiore della Piazza , fatta lì ricostruire dal conte Leardi, nel 1820.
Dal 1858 al 1860, venne completata la manica su via Leardi, nel 1861 l’edificio fu dotato di impianto di illuminazione a gas e tra il 1865 e il 1866 fu realizzata la manica prospiciente via Mellana, su progetto dell’ufficio d’arte (oggi ufficio tecnico) del Municipio di Casale e con supervisione dell’ing. Luigi Musso.
Contestualmente a questo intervento, venne costruito lo scalone, all’innesto tra le due maniche di via Leardi e di via Mellana, e furono realizzati il porticato, al piano terreno, il loggiato al primo piano e il terrazzo al secondo piano.
Tra il 1872 e il 1873, venne costruito un solaio che dividesse il salone principale (l’attuale Aula Magna) in due camere, al fine di ottenere un dormitorio in più per il convitto.
Diversi anni più tardi, nel 1931 e nel 1956 rispettivamente, furono posizionate le vetrate a chiusura del loggiato al primo piano e del porticato al piano terreno.
Fu solo più tardi che, dopo alcune continue opere di riorganizzazione funzionale interna, venne allungata la manica su via Mellana, creando il corpo di fabbrica dove trova posto, al piano terreno, la palestra . Era il 1967 quando iniziarono i lavori, che terminarono nel 1970.
Recentemente sono stati eseguiti lavori di manutenzione straordinaria dell’edificio; tra le altre opere è stata restaurata l’Aula Magna, poi dotata si un sofisticato sistema per realizzare video conferenze. In occasione dell’inaugurazione i convenuti hanno potuto assiste a una conferenza tenuta all’Università Bocconi di Milano.

 

 

Androne

Nell’atrio, dalla forma articolata ed ovoidale, sono presenti alcuni monumenti che ricordano la storia dell’istituto. Sulla destra, entrando, si trova il monumento a Filippo Mellana con dedica quale “Benefattore dell’Istituto”. Filippo Mellana fu infatti nel 1858 firmatario del manifesto di apertura dell’Istituto Municipale “Leardi”, prima scuola tecnica d’Italia. Il monumento è il calco di quello bronzeo nei giardini pubblici allo sbocco dell’omonima via. Sui grossi pilastri di sinistra ritroviamo un bassorilievo allegorico con le lapidi degli allievi caduti nella guerra del 1915-18 ed una lapide dedicata a Ferdinando Pio Rossellini.
Quest’ultimo fu il primo Preside - Rettore nonché organizzatore dell’Istituto.
Insigne botanico proveniente dall’Università di Pisa, durante la permanenza a Casale realizzò un ampio erbario della flora monferrina, ancora conservato presso l’Istituto.
 

 Aula Insegnanti

 
Grande locale scarsamente dotato di luce naturale inizialmente utilizzato come aula, fu a suo tempo trasformato ed adibito a sala per proiezioni di cui rimangono il grande schermo murale e la piccola cabina di proiezione a cui si accede tramite un’apertura situata lungo il loggiato esterno. In seguito il locale fu destinato a Biblioteca, a sala per riunioni e per esami e, più recentemente, a sala per gli insegnanti. Nel locale sono presenti alcuni mobili d’epoca ed alle pareti sono appesi 7 tabelloni, alcuni di pregevole fattura,, risalenti agli anni ‘30 con le fotografie dei diplomati nei vari corsi di studio.
Una curiosità: la tradizione di realizzare detti tabelloni si è protratta fino ad epoca abbastanza recente, ma la maggior parte di tali opere è andata distrutta durante l’allagamento del locale seminterrato in cui erano conservate.
 

 Aula Magna

E’ ricavata in quello che fu il grande salone nobile del palazzo e ricorda ancora in gran parte la sua originale grandiosità con il suo monumentale camino. In epoca successiva sono stati introdotti nel fregio delle pareti vari medaglioni in bassorilievo raffigurante i più spiccati simboli italiani nei vari rami dello scibile. In seguito, per ricordare il volo su Vienna dell’Agosto 1948 diretto dal Capitano casalese Natal Palli, ex alunno dell’Istituto “Leardi”, è stato posto un ulteriore grosso medaglione che lo raffigura sull’accennato del camino. Dopo la sua morte l’Aula gli venne dedicata.
Notevole appare anche il soffitto, o meglio il controsoffitto del salone originale costituito, tranne quattro travi corte trasversali in legno, da cannicciati e gesso.
Una curiosità: alla fine degli anni ‘60 fu redatto un progetto, ancora conservato, che prevedeva l’abbattimento di tale soffitto e la sostituzione con un solaio in cemento armato.
 

 Biblioteca

La sistemazione della biblioteca nei locali al piano terreno è relativamente recente in quanto conseguenza della creazione dei laboratori informatici al primo piano.
Nella biblioteca è possibile ammirare alcuni soffitti finemente decorati e consultare alcuni libri antichi, ma comunque di interesse scolastico.
La biblioteca della famiglia Leardi è infatti stata trasferita con gli arredi in un apposito locale della biblioteca civica.
 

 Il Passato

1858:Filippo Mellana apre l’Istituto Municipale Leardi”
Testo del manifesto

APERTURA DELL’ISTITUTO MUNICIPALE “LEARDI” IN CASALE MONFERRATO
“Col prossimo ottobre sarà aperto in Casale l’Istituto Leardi.
La fondatrice di esso, Contessa CLARA LEARDI, legava il suo grandioso palazzo ed una cospicua capital somma alla città di casale, imponendo a questa l’obbligo di stabilire e perpetuamente mantenere nel detto palazzo un Istituto di Istruzione commerciale, industriale ed agraria con annesso convitto. La città e la provincia di Casale vollero accrescere l’importanza di questa istituzione stanziando in prò di essa nei loro bilanci la somma necessaria al primo impianto, nonché una ragguardevole dotazione annua.
L’Istituto è amministrato da una commissione nominata dalla città e dalla provincia di Casale. Gli studi saranno pareggiati, quanto agli effetti legali, a quelli che si fanno nelle scuole speciali governative.
La copia di mezzi, dei quali esso istituto dispone, lo mette in grado di affidare i vari rami di insegnamento a professori valentissimi, e di dotar largamente le varie scuole di tutti quegli arredi che si richiedono a poter dare agli studi quell’indirizzo pratico che è nel fine della istituzione. Le famiglie troveranno pertanto nell’ordinamento del detto Istituto tutte quelle guarentigie di durata, di bontà e di utilità pratica di studi, che essi possono desiderare nell’interesse dei loro figliuoli.
Il direttore dell’istituto, Cav, Ferdinando Rossellini spedirà, a chiunque ne faccia domanda, il programma degli studi e quella parte del regolamento che concerne l’ammissione degli alunni. La domanda per l’ammissione di un giovinetto nell’Istituto in qualità di convittore o di esterno dovrà farsi al direttore dal padre o dalla persona che ne fa le veci non più tardi del 29 settembre”.

Casale, 24 giugno 1858
Il Presidente della Commissione
MELLANA
 

 Palazzo Leardi

Palazzo Leardi sorge su un’area che nel cinquecento era occupata da un’altra grande dimora gentilizia, quella dell’antica e nobile famiglia dei conti Biandrate di San Giorgio, rasa al suolo nel 1613 per punizione contro Guido IV Biandrate, detto il conte Aldobrandino di san Giorgio, che aveva tradito la causa della dinastia dei Gonzaga per mettersi alla guida delle milizie sabaude nella prima guerra di successione al Monferrato.
La sentenza pronunciata il 26 giugno 1613 ordinava “che il suo palazzo in questa città sjj subito rovinato, che non vi restino alcuni vestigi, né mai più si possi redificare”. E così fu fatto.
Il vasto sedime, cui per molto tempo era rimasto il nome di piazza del conte Guido San Giorgi, dopo diversi passaggi di proprietà, venne acquistato nel 1777 dal conte Diego Leardi, che poco dopo vi fece costruire, su disegno dell’ing. Franco Piemontese, il suo palazzo, limitatamente però alle due ali delle odierne via Mameli e di via Leardi, ma solo per metà della facciata odierna.
Così rimase palazzo finchè vissero i Leardi. Nell’anno 1854, morta la contessa Clara Leardi, la fabbrica passò per lascio al Municipio di Casale, che provvide, secondo la volontà dell’estinta, ada adattarla per uso scuola e convitto, ampliandola nel 1858 nel secondo tratto della facciata di via Leardi e innalzando poi negli anni 1865-66 tutta l’ala verso levante, con relativo scalone, lungo la via Mellana, su disegno dell’ufficio municipale d’arte, riveduto dal prof. Luigi Musso. Pochi anni dopo verso l’interno vennero costruiti sui tre lati del perimetro il porticato, il loggiato, il terrazzo, e nel 1868 i lavori erano già ultimati. L’ultimo ampliamento dell’ala verso via Mellana è stato fatto recentemente.
Oggi il palazzo continua ad essere edificio scolastico come sede dell’Istituto Superiore Leardi, ma dal 1972 è passato all’Amministrazione provinciale di Alessandria.
 

 Presidenza

 
Piccolo locale prospiciente via Mameli, presenta un soffitto finemente decorato.
Nella Presidenza sono conservati parte degli arredi originali e sulle pareti spiccano la galleria con le foto dei vari Presidi dell’Istituto ed un ritratto del Prof. Luigi HUGUES, uno dei pochi documenti visivi che rimangono dell’illustre musicista casalese.
Una curiosità: in passato tale locale era adibito ad aula di fisica ed era collegato con una scala interna ad un piccolo locale-laboratorio posto nell’ammezzato.
Durante le opere di ristrutturazione degli anni 1970/71, tale scala veniva abbattuta con relativo impedimento all’accesso del laboratorio. Tale locale è tuttora “accessibile” solo attraverso una piccola finestra adiacente all’entrata in via Mellana.
 
 

Istituto Statale Leardi - Tutti i diritti riservati  -   Ottimizzato per I.E. 6.0  1024x768